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Istituto Pubblico di Anzino

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DI ANZINO

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Cosa vedere in paese

La Via Crucis 

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Uno dei monumenti più importanti di Anzino  è certamente il complesso della Via Crucis, strettamente collegate e finalizzate al Santuario. Essa fu costruita ad opera di Anzinesi probabilmente affiliati della colonia romana, nella seconda metà del '700. La richiesta di erigere una Via Crucis fu rivolta al Vescovo di Novara da Giacomo Titoli nel 1753 in rappresentanza di altri compaesani. Le cappelle vennero affrescate probabilmente dal noto pittore Valsesiano Lorenzo Peracino, e  restaurate nel 1902 dal pittore Anzaschino Giuseppe de Giorgi.

Il percorso è un inedito percorso ad anello, che parte e ritorna al Santuario di Sant'Antonio, percorrendo quindi un primo tratto in salita e l'ultimo in discesa; si apre con un arco trionfale, cui seguono le tredici stazioni tradizionali della Via Crucis. L'ultima stazione, la deposizione nel sepolcro, si trova all'interno di un tempietto poligonale che chiude l'opera.

La particolarità più significativa, che fa collegare strettamente le Cappelle con il Santuario, è la presenza su ogni edicola, sopra l'affresco che raffigura l’episodio della Passione del Signore, di un medaglione contenente i miracoli e vari episodi della vita di  Sant'Antonio da Padova, Patrono di Anzino, a cui è dedicato il Santuario. Lungo il percorso si snoda, in occasione delle feste del Santo nel mese di giugno, la processione con la Reliquia e la Statua di Sant'Antonio; giunti alla sesta cappella, "la Veronica", la statua viene posata sulla "possa", viene benedetta la campagna e  i pellegrini che ripartono a piedi verso la Valsesia.

L'Oratorio del Ri

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Anche l'oratorio del Rì, fa parte dei numerosi doni che la colonia Anzinese dimorante in Roma, fece al paese lungo i secoli. E' situato sulla sponda dell'omonimo torrente, lungo il sentiero che da Anzino conduce ad Anzinello. L'atto di fondazione è del 9 Marzo 1771 a Roma e recità così: "il giorno 9 marzo 1771 in Roma, noi congregati e sottoscritti uomini di Anzino abitanti in Roma, abbiamo deciso e deputiamo Carlo Antonio Giuseppe Tailetti, Pietro Giuseppe Titoli De Lorenzi, di dare ampia facoltà di poter provvedere ogni sorta di materiale per la futura fabbrica della Madonna Santissima del Rì, posta accanto al torrente Rì nel medesimo luogo per andare in Anzinello e noi tutti congregati approviamo firmando di propria mano".

L'8 luglio 1722 il Vescovo di Novara Mons. Marco Aurelio Balbis Bertone concede che la cappella della S.S. Vergine Maria, ove, dice il documento, già da tempo il popolo ha gran devozione e anche al fine di avere pronto un oratorio in cui celebrare l'Eucarestia e conservare il S.S. Sacramento nel caso in cui per qualunque emergenza la chiesa parrocchiale fosse impedita, concede che venga ampliata la cappella e costruito l'oratorio, secondo il progetto allegato al documento. 

Il Vescovo delega poi al Vicario Foraneo e il Primicerio di Anzino,  il compito di dare mandato di costruire la Chiesa e di controllarne i lavori.

L'Oratorio venne completato il 14 settembre 1776; davanti al Regio Notaio Giuseppe Maria Ferroni di Bannio, i Fondatori costituiscono un fondo per le celebrazioni di messe annuali sempre con le offerte della cassa della Massa dei Contribuenti di Roma.

Il 15 agosto 1876, su richiesta del Vice Parroco di Anzino Don Pietro Testone, il Vescovo di Novara concede al Vicario Foraneo di benedire l'Oratorio restaurato del Rì.

Sei anni dopo questo evento, si verificò la tremenda inondazione del 9 luglio 1882, che immerse di acqua e di detriti la metà dell'oratorio, lasciando però illesa la struttura.

Santuario di Sant'Antonio da Padova

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Anzino è sede di uno dei principali Santuari della Diocesi di Novara, legati al culto di Sant'Antonio da Padova.

Il Santuario è anche Chiesa Parrocchiale del Paese, intitolata a San Bernardo da Mentone che, con S.Antonio è patrono di Anzino.

 

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