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21/06/2019, 15:49



"I-due-tratti-distintivi-dell’Anzinesità-autentica-"---discorso-del-Presidente-per-le-onorificenze-2019


 "I due tratti distintivi dell’Anzinesità autentica " - discorso del Presidente per le onorificenze 2019



Ecc.ze Ambasciatori Alessandro eMichele,
Egr. Sig. Sindaco,
Cari Franco e Irma, 
Cari Anzinesi e ospiti,   
è congrande gioia che vi porgo il mio saluto a nome di tutto il Consiglio Direttivoin apertura di questa importante cerimonia. Vi saluto e vi ringrazio per avereaccettato il nostro invito e aver voluto prendere parte a questo momento cosìimportante per la vita dell’Ente e della nostra comunità. Anzinovi accoglie in un momento davvero particolare della sua storia, mentre stacelebrando il 350° anniversario dell’Arrivo del quadro miracoloso diSant’Antonio da Roma nel gennaio del 1669; vi accoglie un paese reso grande ebello grazie alla generosità di uomini e donne che misero a servizio della lorocomunità di origine le fortune ottenute grazie alla loro emigrazione e allaloro intraprendenza. Anche il famoso e miracoloso quadro di Sant’Antonioinfatti, deve il suo arrivo alla generosità dei coloni romani, che lo inviaronoin paese per arricchire la loro amata chiesa, dove tutti avevano ricevuto ilbattesimo prima della partenza in cerca di fortuna. Fa impressione pensare chesia stata un "avventura" così bella che noi oggi possiamo festeggiare untraguardo così importante. Proprio in questo contesto spazio/temporale cosìspeciale, il Consiglio ha ritenuto opportuno riallacciare i legami con la cittàEterna e con alcuni "rappresentanti" di questa storia di emigrazione. Perquesto sono davvero lieto e onorato di accogliere qui questa sera l’Amb.Alessandro e Michele Quaroni, eredi di una famiglia partita e scomparsadefinitivamente da Anzino nel XIX sec., che ha saputo rendere grande il nostropaese con le proprie gesta.  Lasciatemidire che siamo davvero orgogliosi di potervi accogliere come Anzinesi, che dopomolto tempo tornano alla loro terra di origine, e lo facciamo in questo luogoche dal 1669 è il cuore pulsante della vita e della storia del nostro e vostropaese.   

Conferiamoquesta sera le onorificenze di Anzinese Benemerito per il 2019. Questo specialericonoscimento ideato dal consiglio direttivo alcuni anni or sono, è statoconcepito e vuole rappresentare il grazie della nostra comunità nei confrontidi persone che si sono distinte in maniera particolare nei confronti del nostropaese. Quest’anno inoltre, vogliamo anche dire il nostro grazie a due figure diuomini e donne che con il traguardo da loro raggiunto rappresentano la storiadi esso.  Abbiamopreso la decisione di istituire questo premio nella convinzione che una similestoria meriti di essere celebrata in maniera degna, attraverso coloro che hannocontribuito a scriverla. Sovente si resta sorpresi nella reazione che si haquando si racconta ai visitatori la storia di Anzino, della colonia romana edel santuario. Si resta sopresi perché chi ascolta sgrana gli occhi quando sisente dire che un piccolo paese come questo, sperduto tra le montagne dellaValdossola, ha tutto questo da raccontare. Raccontare in termini ricchezzeartistiche e culturali e in termini di valori da trasmettere. Nella nostrasocietà individualista spicca il patrimonio di valori che il paese ha daoffrire. Primo fra tutti la generosità; è il valore su cui si fonda Anzino,sulla generosità di uomini e donne che hanno offerto le proprie ricchezze perrenderlo un paese più "civile" e un paese più bello. Tutto ciò si condensa nelmotto scelto per lo stemma dell’Ente: "Caritas in Veritate", ovvero la caritànella verità. L’amore di questi uomini per la loro terra che si è espressonella verità di una generosità autentica. E il secondo valore da sottolineare èproprio questo, il legame verso le proprie origini. Soprattutto oggi cheassistiamo ad un progressivo spopolamento di queste piccole realtà di montagna,dobbiamo porre l’accento su questo valore. Perché gli uomini e donne chelasciavano il paese siamo sicuri che lo facevano a malincuore. Erano spintidalla necessità pratica di provvedere alle loro famiglie, ma volevano far siche il loro legame con il paese rimanesse tangibile. Questo avvenivamaterialmente e lo si coglie sfogliando i registri di popolazione conservatinell’archivio del comune di Anzino, in cui si trovano i nomi di molti Anzinesiresidenti a Roma ma registrati tra la popolazione Anzinese. Oggi invece oltreall’abbandono assistiamo anche ad un progressivo abbandono della memoria delproprio paese di origine, che ci deve far riflettere a fondo essendo eredi diun tale patrimonio .  Generosità e legamecon le proprie origini, eccoli qui davanti a noi i valori dell’Anzinesitàautentica. 

  Ivalori di cui sopra si possono chiaramente individuare in tutti coloro chericevono l’onorificenza di quest’anno. L’Ambasciatore Pietro in questo èemblematico. Nonostante una carriera diplomatica di primo livello, non ha maidimenticato il paese dove la sua famiglia ha avuto origine, e lo ha sempreorgogliosamente testimoniato. Facendo una rapida ricerca online, si puòfacilmente constatare come su qualunque sito che ne riporta il profilobiografico si trova l’indicazione della sua famiglia come di famiglia originariadi Anzino in Valdossola. Ed è proprio questo il primo motivo che ci ha spinto asceglierlo come destinatario di questo riconoscimento. Con la sua vita infattiha incarnato i valori dell’"Anzinesità" più pura pur non avendo mai vissuto adAnzino. La famiglia Quaroni tutta ha reso grande il nome del nostro paese ingiro per il mondo, associandolo alla carriera di un diplomatico di primolivello, che ha vissuto nella sua carriera momenti davvero molto delicati dellastoria dell’umanità, come quello che ha riguardato la seconda guerra mondiale cheha vissuto da rappresentante diplomatico del nostro paese a Kabul, restando inqualche modo li "prigioniero" pagando anche personalmente il fatto di nonessere allineato al potere dominante del fascismo in Italia. Oggi la grandezzadi questa famiglia viene portata avanti dal figlio Alessandro e dal nipoteMichele che ci onorano della loro presenza in questo speciale momento.   

Ancheper l’Avv. Cassietti si può parlare di uomo che ha incarnato l’Anzinesitàautentica. Nonostante una carriera di livello in ambito locale, ha sempretenuto vivo il ricordo del suo paese di origine. Sapeva bene infatti che la suafamiglia proveniva da Anzino, e pur non avendoci mai abitato, ha voluto donarecon la sua morte, una cospicua somma di denaro a questo luogo, perché possa semprecrescere nel suo splendore . Così facendo ha anche ricordato i padri fondatoridell’Istituto e con la sua generosità, contribuirà a far si che il centro dellavita del nostro paese possa continuare ad essere conservato nella sua bellezzaartistica e strutturale e possa continuare ad accogliere tutti i pellegrini edevoti che qui si recano.   

L’anzinesitàautentica poi è incarnata nell’integralità del suo significato dai duedestinatari dell’onorificenza che abbiamo voluto indicare come "menzionespeciale" quest’anno : Cantonetti Franco e Titoli Irma. Parliamo di due personeche hanno saputo vivere nell’ordinarietà di una vita normale i valori di cuisopra e con il traguardo anagrafico da loro raggiunto sono a tutti gli effettila storia dell’ultimo secolo del nostro paese.  Con il loro amore per Anzino ci testimonianoanche che i valori autentici possono e devono essere tramandati alle futuregenerazioni come "pietre miliari" su cui costruire il nostro futuro.   

CariAnzinesi Benemeriti, sulla targa che tra poco riceverete è impressa su pietraossolana l’immagine del quadro miracoloso di Sant’Antonio; vuole essere ilsegno del legame che vi unisce al nostro paese e al contempo è il grazie che lanostra comunità vi rivolge in questo anno così speciale. Anzino,la sua storia e il suo futuro si incontrano qui questa sera. A noi che siamogli eredi del passato e i costruttori del futuro, l’onore e l’onere di coglieregli spunti e le indicazioni che ci vengono da quanto sopra descritto. Abbiamoancora tutti negli occhi e nel cuore le immagini commoventi della schiera dipersone che nella giornata di giovedì (festa di S.Antonio) ha raggiunto questosantuario per deporre le sue richieste ai piedi del Santo dei Miracoli. Inattesa di vivere le emozioni che anche la giornata di domani ci farà vivere inquesto anno centenario, rinnoviamo insieme l’atto di affidamento che i nostripadri fecero a Sant’Antonio, il loro Santo, quello che per ragioni ancora a noiignote, vollero scegliere come loro "protettore" inviando il quadro miracolosoad Anzino. 

"Sostienicinelle fatiche di ogni giorno, donandoci il tuo amore". Con queste parole ognianno ci rivolgiamo al Santo al termine della preghiera. Le ripetiamo qui oggiperché continui a proteggere, sostenere e orientare noi e la nostra comunitànel futuro, grati a lui anche per averci donato delle figure come quelle chestiamo celebrando, impegnandoci ad imparare dal loro esempio e dalla lorotestimonianza nel vivere l’"Anzinesità autentica" che loro ci testimoniano.   

Mattia Frisa
Presidente  


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