Celebrazioni romane per l'anniversario di fondazione

L’Istituto Pubblico di Anzino compire il 17 marzo 190 anni di storia. Tanti ne sono passati infatti dal quel 17 marzo 1832 quando i fondatori appartenenti alla colonia di Anzinesi che risiedevano in Roma, decisero di dare forma giuridica all’opera di sostegno e sussidiarietà nei confronti della propria terra di origine che continuava almeno dalla seconda metà del XVI sec.

Alla data del 1832 probabilmente la congregazione romana ed i suoi appartenenti si resero conto di dover dare più stabilità e continuità alla loro opera caritativa a favore del paese che per ora sopravviveva grazie alla loro fortuna economica ed alle loro oblazioni. L’attività doveva reggersi da sé ed erano necessari investimenti che le dessero le basi per continuare ad operare. Il 17 marzo del 1832 i fondatori dell’ente Istituto Pubblico di Anzino comparirono davanti al notaio Vincenzo Arcangeli a Roma. Con atto pubblico denominato “dichiarazione fatta a favore della massa dei contribuenti di Anzino, diocesi di Novara” acquistarono una casa in vicolo delle grotte n° 32. Con i proventi degli affitti provenienti dall’immobile i firmatari dichiararono di voler sgravare la popolazione di Anzino dalle tasse del cosiddetto “quinternetto“: stipendio del parroco di Anzino, stipendio del maestro di scuola elementare (aperta anche alle femmine), stipendio del sagrestano della chiesa parrocchiale, pagamento di un cappellano per la celebrazione di un certo numero di messe all’anno. Unica richiesta la celebrazione di una messa per i defunti in proprio suffragio una volta l’anno nella chiesa parrocchiale. L’acquisto della casa di Roma e le condizioni poste dai fondatori si rivelarono felicemente efficaci e la popolazione del paese fu effettivamente sgravata dalle suddette tasse. Nel 1858 venne poi probabilmente acquistato l’immobile ai numeri civici 33 e 34 dello stesso vicolo delle grotte dove era sita la prima casa posseduta dall’Istituto.

Con quell’atto i fondatori decisero che l’opera da loro voluta e creata dovesse perpetuare nel tempo l’azione di aiuto e assistenza al proprio paese di origine, e seppur in mezzo alle

vicissitudini della storia, l’Istituto è giunto fino ai giorni nostri e ancora oggi perpetua i suoi

principi ispiratori, seppur nelle mutate necessità. Proprio nei giorni dell’anniversario di

fondazione, una delegazione di Anzinesi guidata dal Presidente dell’Istituto Mattia Frisa e dal consiglio direttivo si recherà a Roma, dove sabato 19 marzo alle 10.00 presso la basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso (Chiesa di riferimento della colonia di Anzinesi a Roma) verrà celebrata una Santa Messa in suffragio dei fondatori e benefattori defunti dell’Istituto che sarà presieduta dal Vescovo Mons. Gianfranco Girotti, Reggente emerito della Penitenzieria Apostolica, più volte presente ad Anzino in occasione delle festività patronali. Al termine, verrà fatto dono alla Basilica Romana di una copia del Quadro Miracoloso di Sant’Antonio che giunse proprio da Roma nel gennaio 1669, per rinsaldare questo storico legame tra Anzino, la città eterna, e questa importante Basilica Romana (che conserva per altro l’insigne Reliquia del cuore di San Carlo Borromeo) dove nei secoli della loro permanenza a Roma gli Anzinesi vissero e professarono la propria fede e da cui trassero ispirazione anche per fondare in paese la“Confraternita del Santissimo Sacramento”, i cui abiti sono simili alle vesti storiche della “confraternita dei lombardi“ che ha sede proprio nella basilica romana.