L'orgoglio di un paese proiettato verso il futuro

Pubblichiamo il Saluto del Presidente Mattia Frisa in occasione del 189 anniversario di fondazione dell'Istituto (disponibile anche sul numero di marzo del bollettino).

Celebriamo insieme con questo numero del bollettino, i 189 anni di storia dell'Istituto. Tanti infatti sono passati da quel 17 marzo 1832, quando a Roma i coloni Anzinesi decisero di rendere eterna la loro opera di sostegno in favore del loro paese fondando l'Istituto. Siamo ormai alla soglia dei due secoli di storia, e non possiamo non riflettere sull'importanza di questo traguardo. Ci troviamo però a vivere questo anniversario in un momento davvero travagliato della storia dell'umanità, ancora nel turbine della pandemia che non sembra volerci abbandonare. E proprio la pandemia ci ha costretto a sospendere lo scorso anno la quasi totalità dei momenti comunitari, togliendoci la possibilità di celebrare assieme le ricorrenze che ci ricordano di appartenere a questa realtà. Nonostante ciò però, vogliamo almeno attraverso il bollettino, festeggiare questo nostro anniversario, e rivivere assieme le tappe di questa avventura che è giunta fino a noi. Ripercorrendo la storia dell'Istituto, dalla fondazione sino ai giorni nostri, la cosa che più colpisce è come i coloni romani abbiano saputo trasformare il paese, rendendolo più ricco e più bello, e creando nei secoli una comunità libera e fiera delle proprie origini. In un' epoca apparentemente lontana, in cui non esisteva ancora l'idea di stato come noi oggi la intendiamo, la "congregazione di Roma" ha reso Anzino un paese "autonomo" e autofinanziato, che non viveva di pubbliche sovvenzioni, ma esclusivamente del frutto del lavoro di questi uomini partiti in cerca di maggior fortuna. Sia la formazione delle giovani generazioni, che le principali opere pubbliche, furono frutto di questa generosità.

E' questo l'elemento che forse più di ogni altro, ha saputo plasmare Anzino, e lo ha contraddistinto da tutti gli altri; ed è da qui che ancora oggi nasce l'orgoglio e la fierezza di un paese che sa di avere alle spalle una storia così grande, e che è consapevole che il proprio futuro deve gettare le basi nell'orgoglio di essere una realtà così singolare, costruita e plasmata da una carità vera (caritas in veritate).

I quasi due secoli di storia infatti, ci testimoniano che l'Istituto, nonostante le traversie che ha sicuramente attraversato, non ha mai smesso di dare il proprio apporto allo sviluppo del nostro paese e alla missione che gli era stata affidata dai padri fondatori. E proprio da qui ripartiremo appena sarà possibile, ridando nuovo slancio ai progetti che l'Ente ha per il suo futuro e per il futuro di Anzino. Celebriamo dunque questo traguardo consapevoli di ciò che festeggiamo, e consapevoli del fatto che una così grande storia richiede un grande impegno affinché il futuro che ci attende ne sia all'altezza. Quando finalmente usciremo da questo difficile momento, ci troveremo a dover ripartire, e a ridare slancio a quanto in questi anni è stato seminato. Ci sono molti "semi" infatti che sono stati gettati prima della pandemia che necessitano solo di terreno fertile, rappresentato dalla ritrovata "normalità", per poter germogliare. La ripartenza offrirà anche molte possibilità di rilancio per Anzino, che abbiamo il dovere di cogliere in collaborazione con tutti coloro che ne hanno a cuore le sorti. L'Istituto certamente farà la propria parte, consapevole di essere da 189 anni la linfa vitale di un paese che ha ancora delle grandi possibilità di sviluppo che sta a noi cogliere e sfruttare, come ci viene chiesto ogni giorno da ormai duecento anni a questa parte, da coloro che sottoscrissero l'atto di fondazione quel lontano 17 marzo. Buon anniversario a tutti!

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